{"id":3583,"date":"2024-01-19T19:09:51","date_gmt":"2024-01-19T18:09:51","guid":{"rendered":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3583"},"modified":"2024-01-19T19:22:25","modified_gmt":"2024-01-19T18:22:25","slug":"denatalita-dal-villaggio-globale-al-villaggio-locale","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3583","title":{"rendered":"DENATALIT\u00c0: DAL VILLAGGIO GLOBALE AL \u201cVILLAGGIO LOCALE\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3584 alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Concettina_Licchetta-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"152\" srcset=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Concettina_Licchetta-198x300.jpg 198w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Concettina_Licchetta-676x1024.jpg 676w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Concettina_Licchetta-768x1163.jpg 768w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Concettina_Licchetta.jpg 867w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/>\u201cFacciamo un figlio?\u201d <\/em>Oggi la risposta \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso<em> \u201cno\u201d. <\/em>Oppure<em> \u201cforse\u201d. <\/em>O<em> \u201cnon adesso\u201d.<\/em><br \/>\nSiamo passati dal baby-boom degli anni Sessanta al no-baby dell\u2019era moderna.<\/p>\n<p>Tra il 1968 e il 1974 il tasso di fecondit\u00e0 nel nostro Paese era di 2,49 bambini per coppia, ora \u00e8 all\u20191,2, i livelli peggiori d\u2019Europa. Secondo stime Ocse, pubblicate prima della pandemia, l\u2019Italia \u00e8 tra i Paesi sviluppati che pi\u00f9 rischiano di trovarsi a met\u00e0 secolo con un rapporto 1 a 1 tra lavoratori e pensionati. L\u2019indice di mortalit\u00e0 \u00e8 rimasto costante ed \u00e8 tornata la necessit\u00e0 (a volte anche la voglia) di andare altrove a cercare un futuro ed un presente migliori, soprattutto dal punto di vista occupazionale.<\/p>\n<p>Dal rapporto giovani 2020 dell\u2019Istituto Toniolo, si evince che, in Italia, tra le donne di et\u00e0 30-34 anni, il 20% non vuole figli e un 30% non esclude la possibilit\u00e0 di averli ma pensa che si sentirebbe realizzata anche senza. Sta di fatto che dal 2008 al 2018 le nascite si sono ridotte del 23% su scala nazionale.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che siamo la nazione con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 bassa d\u2019Europa e un numero di donne in et\u00e0 riproduttiva sempre minore. Abbiamo le pi\u00f9 alte percentuali di giovani che non lavorano e non studiano e i pi\u00f9 bassi tassi di occupazione delle donne con figli. Troppi giovani non hanno un reddito sufficiente e stabile per costruire una famiglia. Cos\u00ec vanno altrove\u2026 e chi resta posticipa l\u2019et\u00e0 di arrivo del primo figlio (questo ritardo si traduce in una fertilit\u00e0 pi\u00f9 bassa). Se poi ci si trova in difficolt\u00e0 a combinare vita famiglia e lavoro, difficilmente si pianificheranno altre nascite.<\/p>\n<p>Solo l\u2019aggiunta dei figli di migranti ha ridotto la perdita della popolazione, sebbene il fenomeno della denatalit\u00e0 abbia raggiunto anche le donne straniere, che rispetto agli anni passati fanno meno figli.<\/p>\n<p>Questo il quadro sconfortante di un\u2019Italia sempre meno giovane!<\/p>\n<p>Ma se l\u2019Italia se la passa male, anche in rapporto al resto dell\u2019Europa, il Salento e la nostra stessa Corsano non se la passano meglio! Se l\u2019Italia piange, il Salento non ride\u2026<\/p>\n<p>Il calo demografico e l\u2019invecchiamento della popolazione non sono solo visibili empiricamente, ma sono anche documentati. I dati relativi al 2022 attestano che il Salento si pone al terzo posto in Puglia per decremento di nascite. I paesi salentini si spopolano, tante abitazioni restano vuote, alcune addirittura in stato di palese abbandono.<\/p>\n<p>La scuola \u00e8 tra le prime agenzie che ha risentito e risente del fenomeno, visto che \u00e8 la prima istituzione a fare i conti col calo delle nascite, calo che in questi ultimi anni si ravvisa anche nelle Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Posso testimoniare in prima persona sullo spopolamento della scuola, dato il mio decennale lavoro all\u2019interno della stessa. Ricordo che negli anni 80\/90 le classi erano quattro per anno di nascita degli alunni, poi sono diventate tre, fino ad attestarsi alle attuali due per anno di leva.<\/p>\n<p>La curva demografica sta calando da alcuni decenni, ma dal 2000 pare abbia assunto una tendenza irreversibile verso il basso anche nel nostro paese.<\/p>\n<p>La mia ricerca presso l\u2019ufficio dell\u2019Anagrafe (gentilmente supportata dal personale, che sentitamente ringrazio per la disponibilit\u00e0) ha dato i seguenti esiti, riassunti come media matematica per decennio al fine di non tediare i lettori:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Dal 1980 al 1989<\/strong> media di nascite per anno: 61,4;<\/li>\n<li><strong>Dal 1990 al 1999 <\/strong>medi di nascite per anno: <strong>61,6<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>Dal 2000 al 2009 <\/strong>media di nascite per anno: <strong>48<\/strong>;<\/li>\n<li><strong>Dal 2010 al 2019 <\/strong>media di nascite per anno: <strong>43<\/strong>.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3585 alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Grafico_natalita_Corsano-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"186\" srcset=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Grafico_natalita_Corsano-300x221.jpg 300w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Grafico_natalita_Corsano-768x566.jpg 768w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Grafico_natalita_Corsano.jpg 1006w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/p>\n<p>Dal 2020 la tendenza registra addirittura una media di 40 nascite per anno.<\/p>\n<p>L\u2019istogramma dimostra la tendenza al ribasso in modo pi\u00f9 chiaro ed immediato.<\/p>\n<p>Non staremo qui ad indagare le cause della decrescita corsanese, anche perch\u00e9 sono le stesse, sia economiche che antropologiche, descritte per il panorama nazionale.<\/p>\n<p>Piuttosto, forse \u00e8 il caso di riflettere sulle soluzioni possibili affinch\u00e9 il trend, se non pu\u00f2 essere invertito, possa quanto meno restare stabile.<\/p>\n<p>La sfida demografica \u00e8 una delle priorit\u00e0 dell\u2019agenda dell\u2019Unione europea, insieme alla questione climatica e alla transizione digitale.&nbsp;<\/p>\n<p>Le soluzioni individuate a livello europeo riguardano il sostegno al reddito delle famiglie, le detrazioni fiscali per i figli a carico, l&#8217;incremento degli asili nido e il congedo parentale a carico delle istituzioni. Non ultima anche una politica di sana e autentica integrazione di risorse straniere.<\/p>\n<p>Anche l\u2019aumento del telelavoro potrebbe, a mio parere, essere un fattore positivo per le aree pi\u00f9 periferiche (e sarebbe anche il caso nostro): permettendo alle giovani figure professioniste di rimanere nei luoghi di origine e contribuire in tal modo alla riduzione dello spopolamento.<\/p>\n<p>Tuttavia io non sono un\u2019esperta di demografia n\u00e9 di economia, non mi compete suggerire soluzioni. Mi sono limitata ad analizzare il fenomeno del cosiddetto <em>\u201cinverno demografico\u201d.<\/em> Del resto prendere consapevolezza di un problema e analizzarlo, penso sia gi\u00e0 un primo passo.<\/p>\n<p>Per il resto lascio agli esperti il compito di trovare, quanto prima, le soluzioni adeguate\u2026e chiss\u00e0 che non riescano a farlo proprio quei giovani che sono gi\u00e0 andati via (o meditano di farlo) in cerca di migliori opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Concettina Licchetta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cFacciamo un figlio?\u201d Oggi la risposta \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso \u201cno\u201d. Oppure \u201cforse\u201d. O \u201cnon adesso\u201d. Siamo passati dal baby-boom degli anni Sessanta al no-baby dell\u2019era moderna. Tra il 1968 e il 1974 il tasso di fecondit\u00e0 nel nostro Paese era di 2,49 bambini per coppia, ora \u00e8 all\u20191,2, i livelli peggiori d\u2019Europa. 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