{"id":3604,"date":"2024-01-26T17:19:23","date_gmt":"2024-01-26T16:19:23","guid":{"rendered":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3604"},"modified":"2024-01-25T22:29:20","modified_gmt":"2024-01-25T21:29:20","slug":"il-tassello-riemerso-dellantica-parrocchiale-di-santa-sofia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3604","title":{"rendered":"IL TASSELLO RIEMERSO DELL\u2019ANTICA PARROCCHIALE DI SANTA SOFIA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-3605 alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia1-300x218.jpg\" alt=\"\" width=\"311\" height=\"226\" srcset=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia1-300x218.jpg 300w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia1-1024x743.jpg 1024w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia1-768x557.jpg 768w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia1.jpg 1096w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/>\u201c<em>Signore, se mi dai la forza per sorreggerti e portarti a casa ebbene, senn\u00f2 vuol dire che devo lasciarti qui<\/em>\u201d. Biagio Chiarello dopo aver pronunciato queste parole e preso tra le braccia il pesante busto dell\u2019<em>Ecce<\/em> <em>Homo<\/em> lo port\u00f2 nella propria abitazione, salvandolo di fatto da quello che sarebbe stato il definitivo abbattimento dell\u2019antica chiesa parrocchiale di Santa Sofia. Definitivo perch\u00e9 a dare inizio alla demolizione ci aveva pensato il suo stesso campanile nella famigerata notte del 17 aprile 1932, quando, a causa del cedimento del terreno argilloso situato sotto alle fondamenta in concomitanza con le abbondanti piogge burrascose, croll\u00f2 su s\u00e9 stesso abbattendo irrimediabilmente l\u2019intera ala destra della chiesa situata alle sue spalle. Si salv\u00f2 dalla distruzione la facciata e l\u2019intera ala sinistra della parrocchiale ma, nonostante ci\u00f2, dal momento che la stabilit\u00e0 era stata irrimediabilmente compromessa dall\u2019evento catastrofico, si decise di provvedere all\u2019abbattimento e alla costruzione <em>ex novo<\/em> dell\u2019edificio nella forma e posizione che oggi vediamo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3607 alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia2-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia2-226x300.jpg 226w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia2-770x1024.jpg 770w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia2-768x1021.jpg 768w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Santa_sofia2.jpg 990w\" sizes=\"(max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/>La precedente parrocchiale era antica e non poco. Le foto superstiti in bianco e nero che la ritraevano sono testimoni di un prospetto dall\u2019impostazione tardomanieristica frutto della Controriforma che dettava i tempi di una pianificazione maniacale nell\u2019architettura delle facciate come quella di Santa Sofia. Parliamo pertanto di un edificio con una definita impronta di fine Cinquecento, confermata da uno dei documenti nodali per gli edifici religiosi dei paesi ricadenti nell\u2019antica diocesi di Alessano, ovvero la Visita Apostolica del 1628 di mons. Andrea Perbenedetti che, tra le altre, visit\u00f2 e relazion\u00f2 sulla parrocchiale corsanese, affidandoci dettagli e spunti di ricerca molto interessanti. Pochissimi anni dopo, nel 1636, ci fu uno dei tanti avvicendamenti feudali con l\u2019arrivo nel <em>casale<\/em> di Corsano della famiglia Capece che con le sue ricchezze apport\u00f2 novit\u00e0 sostanziali dal punto di vista architettonico e artistico.<\/p>\n<p>Dobbiamo immaginare quella che era la pi\u00f9 antica piazza del paese, l\u2019odierna piazza Umberto I, dove non a caso si affacciava il potere temporale del feudatario, quello spirituale della Chiesa e quello civile della civica <em>Universitas<\/em>, come un luogo particolarmente vivace in quel primo scorcio del Seicento. In quegli anni erano aperti i cantieri del castello baronale, che prendeva sempre pi\u00f9 le sembianze di una sontuosa residenza nobiliare, e quello della parrocchiale di Santa Sofia che in quegli anni era soggetta a un\u2019importante opera di allargamento. Oggi le fonti orali raccontano di quello che gli occhi dei tanti corsanesi hanno visto prima dello sfortunato crollo di una chiesa che con i suoi tanti altari era testimone soprattutto della fase storica seicentesca dove non poteva mancare l\u2019esuberanza dei ricami e degli intagli barocchi. La Storia recente ci racconta che il 17 settembre appena trascorso, su iniziativa del parroco don William, i familiari di Addolorata Chiarello, scomparsa recentemente, hanno dato seguito alla volont\u00e0 della loro congiunta di far tornare in chiesa il busto lapideo dell\u2019<em>Ecce<\/em> <em>Homo<\/em> che aveva custodito gelosamente per tanti anni a testimonianza della fede e in ricordo dell\u2019amato padre. La pregevole scultura in pietra leccese \u00e8 senza dubbio uno degli elementi della statuaria facente parte di una articolata macchina d\u2019altare barocca. Tra gli altari presenti in chiesa, due primeggiavano per ricchezza di decorazioni e grandezza, quello intitolato al protettore San Biagio e quello del Ss. Crocefisso, entrambi in stile barocco. Tra quelli che furono abbattuti dal crollo del campanile figurava sicuramente l\u2019altare del Crocefisso che i baroni Capece eressero e dotarono sotto il proprio patronato, incastonandolo nel cappellone seicentesco inglobato nell\u2019ala destra incriminata tre secoli dopo dal violento cedimento.<\/p>\n<p>L\u2019Ecce Homo doveva appartenere al complesso iconografico e simbolico della Passione di Ges\u00f9 Cristo e pertanto poteva trovarsi ragionevolmente nell\u2019altare barocco del Ss. Crocefisso. Un altro tassello riemerge e si aggiunge alla storia dell\u2019antica Santa Sofia con l\u2019auspicio che si possa fare luce sul passato glorioso di una parrocchiale demolita e che non si rassegna a scomparire.<\/p>\n<p><strong><em>Salvatore Musio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSignore, se mi dai la forza per sorreggerti e portarti a casa ebbene, senn\u00f2 vuol dire che devo lasciarti qui\u201d. 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