{"id":3710,"date":"2026-01-09T18:47:32","date_gmt":"2026-01-09T17:47:32","guid":{"rendered":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3710"},"modified":"2026-01-08T18:55:00","modified_gmt":"2026-01-08T17:55:00","slug":"i-miei-primi-103-anniincontro-con-la-vera-saggezza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/lavocedicorsano.it\/?p=3710","title":{"rendered":"I MIEI PRIMI 103 ANNI\u2026INCONTRO CON LA VERA SAGGEZZA"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3712 size-full alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Concettina-Licchetta-1.jpg\" alt=\"\" width=\"128\" height=\"172\"><\/p>\n<p>Iniziare a lavorare a sette anni e continuare a farlo ininterrottamente fino ai novantacinque\u2026Passare la soglia dei cento ed arrivare ai <strong>103<\/strong> conservando la mente lucida e lo stesso carattere forte, temprato dalle dure esperienze della vita\u2026 \u00c8 raro, ma non impossibile. La nostra compaesana <strong>Lucia Longo<\/strong> \u00e8 un esempio per tutti noi e tutte noi.<br \/>\nUna vita non facile, una tenacia inaspettata ed una tempra straordinaria, in un corpo minuto e fragile. Lucia ci accoglie in casa con garbo e compostezza austeri, risponde alle domande con una presenza di spirito invidiabile. La voce rotta solo al ricordo della figlia scomparsa e del ritorno del suo uomo dalla prigionia in Russia, la vigilia di un Natale. Non so quanti e quante di noi avrebbero retto con simile forza d\u2019animo a tutte le traversie che hanno investito la sua vita.<br \/>\nVoglio ringraziarla personalmente in questa introduzione, per non scrivere nulla a conclusione dell\u2019intervista, in modo da lasciarvi con le sue parole. A me rester\u00e0 sempre il ricordo [nell\u2019etimologia autentica di richiamare(re) al cuore(cor)]&nbsp; della donna forte e fragile che ho intervistato.<br \/>\nGrazie, Lucia!<\/p>\n<p><strong>Come ti piace presentarti?<br \/>\n<\/strong><em>Semplicemente: mi chiamo Lucia Longo e sono nata a Corsano il 30 ottobre del 1922.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ci racconti qualcosa della tua famiglia di origine?<br \/>\n<\/strong><em>Ho perso il pap\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 4 anni, lui ne aveva solo 33 . Anche la mia mamma \u00e8 morta piuttosto giovane, quando aveva 53 anni, per cui sono cresciuta dapprima senza il pap\u00e0 e poi senza la mamma. Siccome a quell\u2019epoca la vita era dura, dato che non c\u2019erano aiuti economici sociali, ho dovuto cominciare a lavorare fin da quando ero piccola. Lavoravo nelle campagne della famiglia Biasco di Corsano. Ho lavorato sempre, prima sotto padrone, poi nella mia campagna, fino ai 95 anni. Sapevo fare tutti i lavori e li facevo con impegno, pur portando avanti la famiglia.<\/em><\/p>\n<p><strong>Fino a che et\u00e0 sei andata a scuola?<br \/>\n<\/strong><em>A scuola non sono potuta andare, perch\u00e9 gi\u00e0 a sette anni lavoravo in campagna, ma poi ho fatto tanti sacrifici perch\u00e9 i miei figli avessero la possibilit\u00e0 di studiare, se avessero voluto.<\/em><\/p>\n<p><strong>A che et\u00e0 ti sei sposata?<br \/>\n<\/strong><em>Mi sono sposata a 24 anni, appena dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il mio fidanzato \u00e8 tornato dalla prigionia in Russia, senza che avesse mai potuto dare sue notizie per tre lunghi e difficili anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Una zia sosteneva che era sicuramente morto, che avrei potuto dirgli una messa, ma io ero convinta che fosse vivo. Ogni notte vedevo il Sacro Cuore di Ges\u00f9, con le lettere del mio fidanzato, e questo mi dava forza e coraggio. E quando lui torn\u00f2, io con i miei risparmi feci celebrare una messa di ringraziamento. Era la vigilia di Natale.<\/em><\/p>\n<p><strong>Che differenza noti tra il modo in cui hai educato i tuoi figli e il modo in cui oggi i genitori educano i propri?<br \/>\n<\/strong><em>I miei figli li ho educati come \u00e8 piaciuto a me e a mio marito, sempre con tanti sacrifici. Ho lavorato perch\u00e9 avessero la possibilit\u00e0 di studiare. Una delle mie figlie, Donata, ha studiato ed \u00e8 diventata maestra di scuola elementare. Biagio ha fatto la scuola di tornitore e poi \u00e8 emigrato in Svizzera. Gli altri hanno scelto di lavorare subito, ma tutti sono stati egualmente onesti e bravi lavoratori. Oggi la vita \u00e8 diversa e anche l\u2019educazione che viene data \u00e8 diversa.<\/em><\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il momento pi\u00f9 difficile della tua vita?<br \/>\n<\/strong><em>Ci sono stati tanti momenti difficili, a partire dalla perdita del mio pap\u00e0. Mia madre in seguito si \u00e8 risposata, perch\u00e9 era rimasta vedova con tre figli piccoli, di cui uno nato poco prima della morte di mio padre\u2026 e la vita era davvero difficile.<\/em><\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un ricordo particolarmente felice che ti viene in mente spesso?<br \/>\n<\/strong><em>I ricordi pi\u00f9 belli sono legati alla mia famiglia e ai miei figli, che ho visto crescere ubbidienti e lavoratori. Ai nipoti che ho cresciuto per aiutare i miei figli impegnati nel lavoro. Sono contenta perch\u00e9 ho fatto quello che ho potuto.<\/em><\/p>\n<p><strong>Che emozione hai provato quando hai festeggiato i 100 anni?<br \/>\n<\/strong><em>Sono stata molto contenta, ho festeggiato al ristorante con i figli, i nipoti, i pronipoti e qualche vicino di casa. Dopo i 100 abbiamo festeggiato gli altri compleanni a casa.<\/em><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3714 size-medium alignleft\" src=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Lucia-Longo-292x300.jpg\" alt=\"\" width=\"292\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Lucia-Longo-292x300.jpg 292w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Lucia-Longo-768x790.jpg 768w, http:\/\/lavocedicorsano.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Lucia-Longo.jpg 979w\" sizes=\"(max-width: 292px) 100vw, 292px\" \/>C&#8217;\u00e8 stato qualcosa di inaspettato nella tua vita?<br \/>\n<\/strong><em>Di inaspettato c\u2019\u00e8 stato il ritorno di mio marito dalla prigionia in Russia, durata tre anni. Nessuno si aspettava che sarebbe ritornato, ma io non avevo mai perso la speranza. Poi, quando nessuno ci credeva, arriv\u00f2 una lettera che lui aveva affidato un uomo di Presicce, certo Rocco Fersini, perch\u00e9 la facesse avere alla sua famiglia. Mio marito, mentre tornava dalla Russia (dopo tre mesi trascorsi in treno), dovette essere ricoverato per alcuni mesi in un ospedale a Merano, ma riusc\u00ec a farci arrivare una lettera e da allora lo abbiamo aspettato col cuore un po&#8217; pi\u00f9 leggero. &nbsp;A distanza di molti anni si \u00e8 rivisto con un altro prigioniero che era stato con lui. Era un tedesco, lui \u00e8 andato in Germania a trovarlo e la gioia nel rivedersi \u00e8 stata grandissima.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ma veniamo a oggi. Come passi le tue giornate?<br \/>\n<\/strong><em>Fino ai 95 anni andavo tutti i giorni in campagna. Ho continuato ad andarci anche dopo, ma solo per dare un\u2019occhiata o innaffiare gli alberi. Mi sveglio molto presto, anche perch\u00e9 dormo molto poco, cos\u00ec recito le preghiere. In casa svolgo ancora qualche faccenda: rifaccio i letti, spolvero, insomma quello che mi lasciano ancora fare. Tutto fino all\u2019ora di pranzo. Poi mi riposo un po&#8217; e nel pomeriggio mi siedo in poltrona. Ceno presto. La televisione la guardo poco, ma mi piace molto il programma serale del gioco dei pacchi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ci sono cose che ti mancano del passato?<br \/>\n<\/strong><em>Del passato mi mancano soprattutto gli affetti di coloro che non ci sono pi\u00f9, soprattutto mia figlia che \u00e8 scomparsa prematuramente. Per\u00f2 ringrazio Dio di come sto.<\/em><\/p>\n<p><strong>Dopo la tua lunga esperienza di donna e di madre, c&#8217;\u00e8 un consiglio che daresti ai giovani di oggi?<br \/>\n<\/strong><em>Purtroppo nella vita ci sono sempre pericoli. I giovani non sono pi\u00f9 come quelli di una volta. Prima si era concentrati nel lavoro perch\u00e9 bisognava guadagnarsi duramente il pane. Oggi \u00e8 diverso, ma devono stare attenti, perch\u00e9 di pericoli ce ne sono tanti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cosa hai imparato vivendo cos\u00ec a lungo?<br \/>\n<\/strong><em>Tutte le esperienze mi hanno insegnato tanto. Sono stata sempre molto vicina alla Chiesa. Non ho perso una messa, un funerale, nonostante gli impegni del lavoro e della famiglia. Finch\u00e8 sono stata in grado di farlo, ho impegnato tutte le mattine del sabato a svolgere attivit\u00e0 di cura e pulizia anche dei luoghi sacri. Ho perfino lasciato da parte altri impegni per svolgere quest\u2019attivit\u00e0, che ritenevo e ritengo importante. <\/em><\/p>\n<p><strong>Lucia, salutaci dicendo quali sono le cose davvero importanti nella vita.<br \/>\n<\/strong><em>Sono importanti la famiglia, la fede, il lavoro. Ho insegnato queste cose anche ai miei figli e loro mi hanno dato soddisfazione anche in questo.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Concettina Licchetta<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziare a lavorare a sette anni e continuare a farlo ininterrottamente fino ai novantacinque\u2026Passare la soglia dei cento ed arrivare ai 103 conservando la mente lucida e lo stesso carattere forte, temprato dalle dure esperienze della vita\u2026 \u00c8 raro, ma non impossibile. 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