CHI ERO, CHI SONO

Mi chiamo “La Voce di Corsano”, sono nata nel 1975, mi hanno tenuta a battesimo Biagio Ciardo e Biagio Caracciolo e insieme a loro e ad altre qualificate firme sono cresciuta nel corso di questi decenni. Il mio Direttore Responsabile è stato Gianni Mastrangelo, poi sostituito nel 2008 da Miriam Ciardo, mentre nel 2020 Antonio Caracciolo si è avvicendato a Biagio Caracciolo nella direzione editoriale.

Ho raggiunto il 50esimo anno di età e il peso degli anni me lo sento per intero, nel senso che ho attraversato circa un ventennio della Prima Repubblica e successivamente sto vivendo gli anni della Seconda Repubblica, con i cambiamenti sociali, economici e culturali che i decenni hanno segnato.

Ho vissuto intensamente la vita corsanese, della quale ho provato a raccontarvi le vicende che la comunità ha attraversato, con le sfumature e i tornanti. Per averne la riprova, basta fare memoria dei volti e dei nomi che ho raccontato e descritto.

Ho visto all’opera i Sindaci che si sono succeduti: Francesco Chiarello, Biagio Russo, Vincenzo Nicolì, Biagio Caracciolo, Biagio Cazzato, Biagio Martella, Biagio Raona e l’attuale Sindaco Francesco Caracciolo.

Alla mia nascita la Parrocchia di Corsano era retta da Don Ernesto Valiani, poi da Don Gerardo Antonazzo, successivamente da Don Gianni Leo e Don Luca De Santis, mentre il Parroco dei nostri giorni è Don William Del Vecchio. La stazione dei carabinieri era retta dal Maresciallo Francesco Leone, oggi è comandata dal Maresciallo Francesco De Nuccio.

Il mio racconto cinquantennale ha registrato e raccontato tutte le sfumature che la cronaca porta con sé. Ho percorso, infatti, il periodo buio degli anni di piombo; ho visto la fine degli anni del boom economico e l’inizio della crisi energetica dovuta all’aumento del prezzo del petrolio; ho illustrato l’ingresso degli elettrodomestici nelle famiglie italiane; ho osservato il percorso delle sonde spaziali VOYAGER aprire il periodo dell’esplorazione del sistema solare. Insomma, ho cercato di descrivere ciò che avveniva sulle nostre teste e davanti ai nostri occhi, con senso critico e senza mai far mancare uno sguardo ironico, ma mai ciarliero.

Non posso non confessarvi che il dato più preoccupante della mia esistenza è stato quello che consegnava una società insanguinata dalla violenza politica che negli anni ’70 (e inizio degli ’80) sembrava poter travolgere l’intero sistema.

Ricordo con grande sofferenza, tra i tanti episodi, la gambizzazione del maestro di giornalismo Idro Montanelli, l’uccisione di magistrati e altri servitori dello Stato, il massacro di vittime innocenti incappate nelle traiettorie assurde del terrorismo, per giungere ad uno degli snodi-simbolo di questa scia di sangue e assurdità ideologica rappresentato dal sequestro e l’uccisione di Aldo Moro e della sua scorta. Furono anni tristi e luttuosi che mi auguro non tornino mai più.

Ecco, fu in quel contesto che sono nata e cresciuta, in un clima nel quale c’era chi provava a fornire la propria “chiave” di lettura della realtà e chi rispondeva a colpi di “chiave inglese”. Un periodo in cui era difficile esprimere persino le proprie idee e per farlo bisognava avere molto coraggio e, forse, anche un po’ di incoscienza. Io ho avuto l’uno e l’altra, ecco perché ho proseguito senza sosta, senza interruzioni e senza tentennamenti.

Ed ora eccomi qui, in un’Italia cambiata, completamente diversa rispetto a quando ho iniziato il mio percorso, fortunatamente migliore. Ho saputo interpretare le inquietudini profonde del nostro paese e, dal punto di osservazione del Capo di Leuca, anche della nostra nazione. Ho dato voce a chi voce non aveva, ho scritto la cronaca divenuta storia di Corsano, credendo sempre nelle mie idee forti delle radici occidentali, europee, atlantiche, ma mantenendomi sempre lungo la linea di una corretta informazione.

Il tempo non ha fermato le mie parole, ma ha arricchito il vocabolario della realtà che voglio ancora raccontare. E allora provo a immaginare: quando nel 4053 i nostri giovani vorranno sapere e capire ciò che è avvenuto a Corsano dall’anno della mia nascita in poi, schiacciando il tasto del loro computer – o con qualsiasi altro nome si chiamerà – avranno modo di ricostruire tutte le vicende corsanesi attraverso le mie pagine e i miei scritti.

Oggi al compimento del mio 50esimo anno di vita ho la consapevolezza di quanto è accaduto ma al tempo stesso ho la convinzione di vivere i giorni nostri con una maturità diversa, ricca dell’esperienza passata, ma ferma nei principi e nei valori che mi hanno sempre accompagnato.

Ai cittadini di Corsano, che in questi anni hanno fortemente contribuito a proseguire il mio percorso, con il sostegno economico, ma, principalmente, con l’attenta lettura delle mie pagine, rivolgo un grazie infinito. Alle istituzioni e alle associazioni un augurio di buon lavoro e l’invito a continuare nella stretta collaborazione nella speranza che insieme si possano raggiungere ulteriori traguardi al fine di favorire la crescita della nostra comunità. Io continuerò a raccontarla, rimanendo, nel tempo, La Voce di Corsano.

La Voce di Corsano

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