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OBIETTIVO SCUOLA CALCIO ELITE

mercoledì, Gennaio 18th, 2023

L’Asd De Finibus Terrae, è giunta al terzo anno dopo il cambiamento di “look” fatto nel 2019. In questi 3 anni nonostante le difficoltà relative alla chiara situazione pandemica che ha colpito molte società, è riuscita con ottimi risultati a crescere sia a livello Societario che attraverso il numero degli atleti che hanno sposato questo progetto.

Siamo giunti alla fine di quest’anno calcistico e nonostante le problematiche dovute all’impossibilità di utilizzare la nostra “casa”, il nostro amato campo sportivo (visto gli urgenti interventi di ammodernamento dell’impianto), siamo riusciti ad essere competitivi in tutti i Campionati Giovanili.

Allievi e Giovanissimi hanno disputato un Torneo di primissimo livello. Gli Allievi concorrendo per la vetta della classifica sino all’ultima giornata, per accedere alla fase regionale; i Giovanissimi con una squadra completamente nuova sono riusciti a crescere ed amalgamarsi nel tempo, classificandosi dietro le prime. Entrambe le categorie sono guidate (come tutte) da allenatori Uefa B e Laureati in Scienze Motorie che hanno contribuito a fare crescere moltissimo la nostra Società creando quel mix che tanto è servito ai ragazzi per la loro crescita tecnico-tattica ma soprattutto umana. Valori che sono importanti nella e per la nostra Società, che ci permettono di formare non solo calciatori ma futuri “Uomini” e “Cittadini”. Inoltre il nostro staff può avvalersi di figure di primissimo piano quali: una Psicologa, un Fisioterapista ed Osteopata e un Nutrizionista che servono a tutelare la crescita dei nostri Ragazzi e del nostro entourage. Infine, il nostro prossimo obiettivo è quello di diventare Scuola Calcio Elite, grande motivo d’ orgoglio per noi ma che permetterà ai nostri tesserati (piccoli e grandi) di confrontarsi con realtà calcistiche sempre più importanti anche in ambito professionistico.  Fiduciosi nel nostro operato e felici di riabbracciare prestissimo la nostra amata struttura, continueremo a lavorare sodo. Auguriamo a tutti i nostri tesserati, alle loro famiglie e a tutta la cittadinanza Corsanese, un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.

Antonio Nicolì

ESSERE GIOVANI (QUI)

martedì, Gennaio 17th, 2023

Il gruppo giovani è ormai una realtà vigile e rumorosa all’interno della nostra comunità. È nata e cresciuta in bilico per i suoi primi anni, a causa della distanza che ha bruscamente frenato le prime ambizioni e l’iniziale entusiasmo, ma sembra ora consolidarsi in un patto stretto tra l

a parrocchia e il carattere inconfondibile dei giovani corsanesi, finalmente un gruppo di giovani corsanesi.

In particolar modo dal 2021, l’estate diventa punto focale dell’intero percorso. Il resto dell’anno, infatti, tende ad assecondare l’isolamento che ci viene quasi imposto da questo periodo storico in cui stando fermi possiamo avere occhi e orecchie ovunque, ma quando torna il sole sentiamo tutti un richiamo, torniamo intensamente a cercarci. Durante il Grest si crea una sinergia fondamentale e diventiamo sempre inevitabilmente di più che in inverno, passiamo tutto il giorno vicini, e per questo metterci a disposizione è in realtà un regalo che facciamo a noi stessi. È evidente, infatti, come questa compattezza sia stata recepita dalla comunità, che quest’anno ha riposto fiducia in noi nel ruolo di animatori (ed educatori), responsabili di 200 bambini dai 6 anni ai 12. Così come per la castagnata di fine ottobre, in rotta per diventare un appuntamento fisso, l’obiettivo è quello di fare e abitare spazi e momenti necessari all’aggregazione e la riscoperta della piazza, per non perdere, e per trasmettere ancora la leggerezza con cui abbiamo imparato ad aprire gli occhi alle 7 di mattina anche d’estate, e (provare) ad arrivare in orario.

Per questo, soprattutto il Campo Giovani, interamente focalizzato su di noi, mira ad essere un’esperienza scomoda, che sappia svegliarci, smuoverci. Ci è stato dato uno spazio familiare in cui essere fragili e poterlo dimostrare; capire la necessità di fermarsi nella corsa che viviamo per stare al passo con tutto il resto, e curare una dimensione non estetica, e non solo fisica. Cerchiamo di contrastare la tendenza a rimanere in superficie, e a perdere sensibilità; conseguenze di un isolamento che non è più solo solitudine, ma che vediamo in molti casi 

diventare patologico, disintegrarci. Si è pian piano costituito, perciò, uno spazio in cui sorgono interrogativi e soprattutto risposte spesso divergenti, ma necessarie a non lasciarci sopraffare dall’inerzia, dalla staticità mentale a cui siamo inclini.

Anche da lontano, infatti, ci sentiamo attratti dall’idea del gruppo come da casa. In una grande, quasi inevitabile diaspora come quella che è diventata la nostra quotidianità, è un pensiero che unisce. L’invito alla GMG che si terrà a Lisbona, quest’estate, ne è un esempio. Ci ha spronati ad assorbire tutto quello che può ampliare il nostro sguardo, a conoscere e prendere ciò che di diverso va portato come novità, come dono al ritorno. 

Esserci, quindi, è un modo per chiedere salvezza, ora che tutto chiede salvezza. Nella possibilità di essere accolti sempre senza deroghe, di trovare ascolto e riparo ognuno impara da sé a pregare, e ad essere grato. Perché abbiamo stretto con la parrocchia tutti un tacito accordo per cui ci è stata riconosciuta una personalità che ci accomuna, ci distingue; perché in realtà dietro i ritardi, le risate incontrollate e la tanta, troppa leggerezza, si cela una sensibilità e un’attenzione alle cose belle, pure e semplici che a tutti i costi cerchiamo di salvare, che ci 

costituisce personalmente e come gruppo. Da questa parte, poi, proviamo a dimostrarci sempre grati e responsabili di uno spazio che ci è stato dato negli ultimi anni dopo tante pressioni e richieste avanzate, grati della libertà bella, smisurata che ci è concessa da sempre, e che ci permette di chiedere aiuto e di guarire vicini.

Sara Chiarello

TENNIS: CORSANO INIZIA CON LA B

lunedì, Gennaio 16th, 2023

No, non è un errore grammaticale. Molto semplicemente il Circolo Tennis “M. Longo” Corsano parteciperà, in questo 2023 e per la prima volta nella sua storia, al campionato nazionale di serie B2.

Un risultato straordinario raggiunto dopo aver dominato, da debuttante, il campionato di serie C.

Certo, che potesse essere una buona annata lo si era capito già a febbraio quando il CT Corsano si è laureato campione regionale di quarta categoria vincendo il campionato con la squadra formata da Andrea Urso, Roberto De Marco e Antonio De Giovanni. Ed è con questa premessa che è iniziato il campionato di serie C. La squadra, capitanata dal direttore sportivo Luigi Greco e dai tecnici Biagio Longo e Antonio De Giovanni, poteva vantare una lista di giocatori di altissimo profilo: Timo Stodder, Emanuele Bastia, Danilo Annecchiarico, Domenico Maria Cocco, Matteo Mosca, Antonio Degiovanni, Biagio Greco e Marco Degiovanni.

La dimostrazione delle potenzialità della compagine corsanese la si è avuta già nella fase a gironi che ha visto superare avversari di rango come CT Bari, CT Brindisi, CT San Severo e CT Taranto, tanto da ottenere la qualificazione ai play-off alla testa della classifica.

É quindi giunta la volta del delicato scontro tutto salentino con il blasonato CT Tuglie, che però ha visto imporsi con decisione i corsanesi, per poi giungere a maggio alla finale regionale contro il CT Bisceglie.

É proprio contro i biscegliesi che è emerso il tasso tecnico del CT Corsano, impostosi contro gli avversari per 4 a 2 con delle prestazioni importanti, sia nei singolari che nel doppio, dei tennisti Stodder, Bastia, Annecchiarico e Antonio Degiovanni.

Questa cavalcata trionfale è approdata ad Asti il 26 giugno per la sfida di andata contro il CT DLF Alessandria-Asti. Una tappa già di per sé mai raggiunta dal nostro Circolo Tennis, ma che di certo non ha intimorito i ragazzi visto che le sfide si sono concluse con un importante 4-2 per i ragazzi del DS Greco. Alle vittorie di Bastia, Cocco e Annecchiarico nei singolari, si è aggiunta la ciliegina sulla torta del doppio composto da Annecchiarico/Bastia, dando ragione alle scelte tecniche del Presidente Antonio De Giovanni.

Il 17 luglio la terra rossa corsanese è stata il palcoscenico dell’ultimo atto di questa impresa sportiva. I 3 punti che mancavano per centrare l’obiettivo sono arrivati proprio sui campi di casa e sotto il sole salentino. Di fronte ad una folta partecipazione di pubblico grazie ai tifosi corsanesi ed ai tanti appassionati provenienti da tutta la provincia, Cocco, Annechiarico e Bastia hanno mostrato i loro colpi migliori facendo registrare i seguenti risultati: Annecchiarico-Pretrocelli 7/5 6/3; Cocco-Casella 6/1 7/6; Bastia-Valdetara 7/5 6/2.

Può così iniziare la festa fino a tarda notte per un risultato eccezionale per un piccolo circolo sportivo di paese, ma con grande capacità di programmazione e abnegazione.  Ma non si ha certo intenzione di accontentarsi. Proprio in questi giorni si sta ultimando la creazione della squadra che dovrà affrontare il campionato di serie B2. I giocatori dello scorso anno saranno sostanzialmente confermati, visti gli ottimi risultati ottenuti, ma si sta lavorando anche per qualche new entry che renderà il team corsanese ancora più forte.

L’obiettivo principale da raggiungere sarà quello della salvezza. Le sfide saranno sicuramente difficili, gli avversari che si affronteranno sono molto forti ma i ragazzi del CT “Maurizio Longo” Corsano sono abituati a sognare ed a far sognare e chissà che tra i colpi di mercato del DS Greco, la dedizione del Presidente Antonio De Giovanni, la competenza dello staff tecnico e la caparbietà agonistica dei tennisti corsanesi non ci siano altre belle sorprese per il movimento tennistico nostrano.

Il 2023 però, per il circolo di Corsano, non sarà solo serie B. Sono tante altre le attività che vedranno protagonista l’associazione corsanese: si parteciperà, infatti, anche ai campionati di serie D2 e D3 sia maschili che femminili, e le diverse squadre giovanili disputeranno i campionati under 16, under 14 e under 12.

Tutte queste attività sono figlie della crescita esponenziale che il Circolo ha fatto registrare negli ultimi anni, comprovata dall’aumento del numero di giocatori tesserati, di allievi e di soci. Sono ormai tantissime le persone che nel corso del tempo hanno deciso di avvicinarsi alla pratica tennistica frequentando i corsi organizzati dal circolo e studiati sia per i bambini che per gli adulti, con la creazione di gruppi strutturati in base all’età ed al livello dei partecipanti, in modo da essere adatti alle esigenze di tutti, non solo di chi vuole competere a livello agonistico, ma anche di chi vuole semplicemente allenarsi e divertirsi.

In fondo è proprio questo lo scopo principale dell’associazione: rendere il tennis alla portata di tutti.

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Amministrazione Comunale e tutti gli sponsor per l’indispensabile sostegno, nonché tutti i dirigenti, i giocatori, i soci ed i tifosi per la vicinanza ed un ringraziamento va anche alla redazione della “Voce di Corsano” per l’attenzione che dedica alla nostra attività, augurando a tutti buone feste ed un felice anno nuovo.

Giuseppe Martella

VINCERE NON È SORPASSARE GLI ALTRI… È SORPASSARE SE STESSI!

lunedì, Gennaio 16th, 2023

L’amore per lo sport, la passione e il senso di sacrificio, sono i principi che da sempre accomunano gli amanti della corsa. E proprio ciò, mi ha indotto, insieme a un gruppo di amici da circa un anno, a fondare nel nostro paese la società podistica ASD Running Corsano.

A inizio d’anno, l’assemblea dei soci ha eletto il Consiglio Direttivo che guiderà la ASD Running Corsano per i prossimi quattro anni, questi i componenti:

Presidente Luigi Martella, Vice Presidente Vincenzo Torsello, Tesoriere-Segretario Fabrizio Chiarello, Consiglieri Salvatore Torsello, Stefano Nicolì, Salvatore Cavalieri, Biagio Martella, Biagio De Masi e Giorgio Martella, Medico dott. Cosimo Bello e Tecnico Gigi Renis.

La nostra, è una Associazione Sportiva Dilettantistica senza scopo di lucro, che oltre a partecipare a competizioni sportive su tutto il territorio nazionale e non, ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la pratica di questo sport come elemento fondamentale per il benessere non solo fisico ma anche psichico. Sappiamo bene, infatti, quanto correre sia salutare al cuore e a tutto l’apparato circolatorio e quanto sia importante per la prevenzione e la cura di molte malattie derivanti dagli stati infiammatori. Ma sappiamo bene anche, quanto utile faccia alla nostra mente migliorando il nostro umore, liberandoci dallo stress che tanto malessere provoca nella vita di tutti i giorni. Ed è proprio con questo spirito che ogni giorno affrontiamo le fatiche della corsa, cercando di essere sempre al meglio delle nostre possibilità.

Con grande soddisfazione, possiamo dire che, pur nella sua giovane età, la nostra squadra ha compiuto un importante percorso. I nostri atleti si sono cimentati in diverse competizioni in tutto il Salento, ottenendo delle importanti posizioni sul podio con primi, secondi e terzi posti di categoria.

I colori della nostra squadra, inoltre, hanno corso colorando le strade di Milano e Roma, perseguendo buoni risultati personali.

La corsa, però, è anche valido strumento per promuovere il valore della solidarietà, per questo con grande entusiasmo abbiamo partecipato alla gara novolese, organizzata in collaborazione con la sezione AVIS donatori di sangue, dove il nostro atleta, Giorgio Martella, è salito sul podio più alto nella classifica donatori.

Siamo ben consapevoli, che la strada da fare è ancora lunga, ma la volontà e l’ambizione che ci caratterizzano saranno volani che ci spingeranno a fare sempre meglio.

Intanto, proprio dalla nostra Corsano arriva un’importante opportunità per noi podisti, grazie al rifacimento della pista del campo sportivo con la posa di uno speciale asfalto gommato che sarà caratterizzato, oltreché da corsie rosse, anche da una nera per i non vedenti. I nostri ringraziamenti vanno, pertanto, all’Amministrazione Comunale che ha permesso la realizzazione di questo importante progetto per la nostra comunità.

In qualità di Presidente dell’ASD Running Corsano, a nome di tutti gli atleti associati, devo anche il nostro grazie allo sponsor IDROPOINT di Daniele Trane, Morciano di Leuca, che ha permesso la realizzazione di questo nostro sogno.

Se sei un appassionato di podistica, iscriviti subito alla A.S.D. Running Corsano!

TI ASPETTIAMO!   

Luigi Martella

FIDAS: FINALMENTE SI RIPARTE!

lunedì, Gennaio 16th, 2023

Finalmente si è ripartiti quasi nella normalità, quasi perché ancora non abbiamo del tutto sconfitto questo maledetto Covid-19. Andiamo per gradi cercando di riassumere per flash un anno intenso.

Rinnovo del Direttivo. Il 2022 è iniziato con l’elezione del nuovo consiglio direttivo della Fidas Corsano, con un mix di conferme e nuovi ingressi. Le novità sono rappresentate dalla presenza dei consiglieri Biagio Bleve, Gianluigi Longo, Gina Bleve, Franco Chiarello. Sono, invece, ormai delle preziose conferme quelle di Gabriele Russo (Vice Presidente), Tommaso Casciaro (Segretario), Luigi Orlando (Tesoriere), insieme ai consiglieri Samantha Bleve, Palma Mastrocinque e Antonio Chiarello. Un grazie sentito è indirizzato a Fabiola Bisanti per il valido supporto e la collaborazione. Consentitemi, inoltre, di ringraziare il consigliere uscente Stefano Licchetta per il contributo profuso nei suoi 4 anni di mandato. 

Il Ricordo. I cambiamenti, purtroppo, hanno toccato anche gli affetti più cari per la nostra famiglia Fidas, perché nel 2022 è venuto a mancare Vincenzo Casciaro (Nzini per tutti noi). Un pilastro storico dell’associazione. Un socio sempre presente ed attivo. Un Uomo che incarnava il vero significato del volontariato. Un amico sincero. Grazie da tutti noi Nzini.

Convengo dell’11 marzo. Un evento importante, che si è potuto finalmente realizzare, è stato il convegno sul tema “La cultura del dono nella società in trasformazione”,  tenutosi  l’11 marzo nel salone parrocchiale. In occasione dell’incontro è stata inaugurata la statua del donatore in Piazza Don Ernesto Valiani, in tal modo dando un segno tangibile dell’impegno dei donatori e scegliendo uno spazio che reca il nome del Socio Fondatore della nostra Fidas, Don Ernesto Valiani. L’incontro di approfondimento si è potuto svolgere nel migliore dei modi grazie al Sindaco Dott. Biagio Raona ed a tutta l’Amministrazione Comunale per la disponibilità dimostrata e grazie all’apporto della Parrocchia. Al Convegno hanno preso parte relatori di indiscusso spessore come Sua Eccellenza Mons. Vito Angiuli (Vescovo Diocesi Ugento –Santa Maria di Leuca), la Dott.ssa Cav. Maria Stea (Presidente Regionale ADMO), l’Avv. Emanuele Gatto (instancabile Presidente Regionale e Provinciale FIDAS) e l’Avv. Carlo Ciardo (Avvocato e Dottore di Ricerca dell’Università del Salento).  La serata ha visto la partecipazione di un folto pubblico e l’intervento anche di quasi tutte le consorelle Fidas Leccese e non solo.

Concorso di disegno nelle scuole – Non poteva mancare la collaborazione con l’Istituto Comprensivo “B. Antonazzo” con il Concorso di disegno “A scuola di dono” che ha coinvolto le classi terze della scuola secondaria di primo grado. Questo appuntamento si rinnova grazie alla disponibilità del Dirigente Scolastico, Prof. Fernando Simone, ed alla passione di tutte le docenti, sempre pronte a supportare la nostra iniziativa.

LILT e vendita Stelle di Natale – All’inizio di dicembre è stata confermata la collaborazione ormai trentennale con la LILT per la vendita delle stelle di Natale. Un impegno sentito e partecipato dai corsanesi.

Gli auguri ai nuovi diciottenni – Non potevano mancare gli auguri a tutti i ragazzi  che nel 2022 sono diventati maggiorenni. La maggiore età significa avere più responsabilità, diritti e  doveri ed è per questo che, come sempre, abbiamo ricordato ai nostri ragazzi la possibilità di poter entrare a far parte della grande famiglia Fidas Corsano con il semplice gesto della donazione del sangue.

Corso Nazionale Fidas – Abbiamo confermato la nostra presenza al Corso Nazionale Fidas tenutosi a Roma dal 25 al 27 novembre. Aggiornarsi è la base per promuovere e rapportarsi con le nuove regole della donazione del sangue, in modo da operare in maniera corretta e consapevole.

Festa del donatore 2022 – Finalmente siamo tornati ad organizzare la “Festa del Donatore”, trascorrendo una giornata all’insegna della spensieratezza e dell’allegria insieme a tutti i donatori, ritrobìvandoci in un momento al Ristorante Re dei Re.

Un grazie particolare è rivolto ai nostri parroci, Don William Del Vecchio e Don Luca Roberto, sempre disponibili nel promuovere le giornate della donazione ed interpreti autentici della donazione del sangue.

Concludo invitando a continuare a donare. Mi rivolgo soprattutto ai nostri giovani, affinchè possano avvicinarsi al mondo della donazione e far parte attivamente della nostra associazione. Abbiamo bisogno soprattutto di loro, delle loro idee, della loro genuinità: “E’ vero che se aiuti una sola persona non cambi il mondo intero, però puoi cambiare il mondo di una persona”.

Auguro a tutti i lettori un sincero e Sereno Natale e un felice inizio Anno Nuovo e ringrazio La Voce di Corsano per il sostegno e l’attenzione.

Biagio Mauro

Presidente Fidas Corsano

INTERVISTA AL MARESCIALLO LEONE

domenica, Gennaio 15th, 2023

La Redazione de “La Voce di Corsano” ha rivolto alcune domande al Maresciallo Francesco Leone al termine della sua lunga esperienza professionale ed umana al comando della stazione dei Carabinieri di Corsano-Tiggiano. Di origine campana ma vanta una costante presenza corsanese come Comandante della Stazione dal 1995, anno di insediamento della stazione medesima, fino al Settembre scorso. Alla presenza lavorativa si è affiancata, ovviamente, anche una altrettanto importante ed edificante esperienza di vita, tanto è vero che l’ormai ex Comandante di stazione è sposato con Lucia ed è padre di Roberto, Federico e di Anna Laura oltre ad essere nonno di Riccardo.

Era Gennaio 1995 quando Lei, giovane brigadiere di 32 anni, veniva assegnato al Comando della neonata Stazione dei Carabinieri di Corsano-Tiggiano. La sua prima esperienza di comando che è coincisa anche con il primo insediamento di una stazione dei Carabinieri a Corsano. Che ricordi ha del Suo insediamento?

Era esattamente, il 28 Gennaio del 1995, un’emozione indescrivibile, anche perché in fondo, ero abbastanza giovane per assumere un incarico così delicato e importante. Era un sogno che avevo da quando ho intrapreso la mia carriera militare. Essere al servizio delle persone, aiutarle, soprattutto i più deboli, dare il mio contributo per garantire la legalità, ed ho sempre ritenuto che ciò, potesse avvenire, lavorando alla stazione e assumendo il comando, avrei potuto ancora di più realizzare questa mia aspirazione. I primi tempi ero chiaramente frastornato dalle incombenze non semplici che seguivano l’apertura di un nuovo reparto dell’arma.

Lei ha origini campane. Come è stato l’impatto con questa terra e con i corsanesi? E nel corso del tempo, rispetto alle impressioni iniziali, come si è modificato la sua percezione dei salentini in generale?

La mia carriera militare si è svolta totalmente in Puglia (a parte i due anni di corso) esattamente ho trascorso: – 2 anni a Casarano- 5 anni a Mesagne- 2 anni a Tricase e ben 27 nella mia Corsano. Nella mia terra d’origine (Ercolano) ho trascorso 23 anni, dunque capirete bene che mi sento corsanese a tutti gli effetti, anche se per ragioni logistiche, non abito più a Corsano, la vostra città sarà sempre nel mio cuore. Anche se all’inizio c’è stata una reciproca diffidenza, con il tempo ci siamo conosciuti, apprezzati e rispettati, nutro per questo un profondo rispetto della gente di Corsano.

Una domanda secca: un pregio ed un difetto dei corsanesi?

Pregio: laboriosi. Difetto: sparlare.

Veniamo alla sua esperienza professionale, lunga articolata e quasi interamente corsanese. C’è una indagine o un’operazione o un intervento del quale conserva un ricordo particolare per la complessità o per il successo dello stesso?

In 27 anni sono successe tante cose, in termini di operazioni, ricordo quella del 2001, che portammo a termine con il nucleo operativo di Tricase e con i carabinieri di Alessano. Dopo più di 8 mesi di intercettazioni, pedinamenti, inseguimenti ed arresti, smantellammo un’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, composta da 5 corsanesi e da due giovani dei paesi limitrofi.

I Carabinieri sono da sempre il presidio di legalità di più immediata percezione da parte dei cittadini e immaginiamo che anche a Corsano si siano rivolti a lei per le richieste più diverse. Ci dice la segnalazione più curiosa o magari più dolce (da parte di un bambino o una bambina) che ha avuto?

Ricordo che un giorno, mentre mi trovavo fuori di pattuglia, un bambino si è avvicinato in lacrime singhiozzando, non riusciva a parlare per la disperazione, dopo averlo tranquillizzato gli ho chiesto il motivo del suo pianto, aveva appena smarrito il proprio cane. Con un po’ di fortuna riuscimmo a rintracciarlo ed al momento della consegna, mi ha inaspettatamente abbracciato piangendo per la contentezza (una tenerezza indescrivibile). In quel periodo i miei figli avevano più o meno la stessa età e quell’ abbraccio ha avuto un valore assoluto, rendendomi orgoglioso del mio lavoro.

Dopo decenni Lei ha il quadro della società corsanese e della sua evoluzione. Se dovesse fare una graduatoria quali sono le problematiche che maggiormente attanagliano la nostra comunità?

Sicuramente il problema più serio ed attuale è senza dubbio la droga. Nella nostra comunità ci sono numerosi assuntori e di conseguenza proliferano gli spacciatori. Spesse volte sono gli stessi assuntori che si improvvisano spacciatori per il bisogno continuo di assumere droga. Questa tipologia di persone ha alle spalle famiglie che a loro volta purtroppo vivono un grande disagio, disperate perché non trovano la forza di chiedere aiuto e farsi aiutare. C’è anche una discreta percentuale di violenza domestica, ma negli ultimi anni grazie alle nuove normative sono state risolte diverse situazioni di disagio. I furti in prevalenza vengono consumati da persone che vengono da altri paesi e che colpiscono indistintamente i vari comuni del basso Salento. Esistono i furti commessi dai paesani, ma quelli si riducono alla sottrazione di bottiglie di conserva, animali da cortile e attrezzi da lavoro. Ultimamente una problematica emergente è la ludopatia, sicuramente da non sottovalutare.

Al comando della Stazione di Corsano è giunto il Maresciallo Giuseppe De Nuccio. Quale consiglio intende dargli?

All’amico Maresciallo Giuseppe De Nuccio che stimo come persona e come collega, preparato e professionale, gli auguro innanzitutto quanto prima di assumere ufficialmente il comando della stazione dei carabinieri di Corsano. Mi sento di consigliargli di ascoltare le persone che vengono in caserma, anche quando quello che rappresentano può non essere di nostra competenza. È nostro dovere dare conforto alle persone in difficoltà e nei limiti del possibile aiutarle a risolvere i loro problemi.

Lo scorso settembre nel commosso saluto alla cittadinanza Lei ha dichiarato di sentirsi un corsanese e di voler continuare a vivere il paese da volontario. In che ambito intende farlo?

Per il momento sono impegnato nella sistemazione della nuova casa. Mi piacerebbe far parte della protezione civile, della FIDAS e mettere al servizio delle istituzioni la mia umile esperienza nel campo sociale. Ho diverse prospettive… quanto prima penso di iniziare.

La Redazione de “La Voce di Corsano” ringrazia il Maresciallo Leone per il lavoro svolto in tutti questi anni e per la disponibilità dimostrata e augura a lui ed alla sua famiglia un sereno futuro.

L’ERA DEI CYBERDIPENDENTI

sabato, Gennaio 14th, 2023

Adalgisa Bisanti

Il disturbo da abuso della rete telematica, Internet Addiction Disorder (IAD), rientra nelle nuove dipendenze, ossia, come suggerisce il termine addiction, nelle dipendenze da un oggetto o dipendenze senza sostanza, che si riferiscono a una vasta gamma di comportamenti anomali tra cui il gioco d’azzardo patologico, la dipendenza da TV, la dipendenza da internet o cyberdipendenza, le dipendenze dal lavoro, le dipendenze dal sesso e dalle relazioni affettive.

La dipendenza da giochi online è un tipo di dipendenza che porta a spendere la maggior parte del tempo e delle energie nell’utilizzo della rete, creando in tal modo menomazioni forti e disfunzionali nelle principali e fondamentali aree esistenziali, come quella personale, relazionale, scolastica, familiare e affettiva.

La scelta del termine Internet Gaming Disorder è determinata dal fatto che numerosi studi hanno mostrato che si ha una maggiore incidenza di comportamenti patologici in caso di gioco in rete, ossia nel mondo virtuale.

Un altro aspetto che riguarda tutti, i più e i meno giovani, è l’uso improprio dello smartphone, che porta a sviluppare un altro problema che prende il nome di nomofobia, ovvero il timore di non poter essere raggiungibile al cellulare, una vera e propria sindrome da disconnessione.

La nomofobia riguarda l’attaccamento allo smartphone, che è molto simile a tutte le altre dipendenze in quanto causa delle interferenze nella produzione della dopamina, il neurotrasmettitore che regola il circuito celebrale della ricompensa: in altre parole, incoraggia le persone a svolgere attività che credono daranno loro piacere. Così ogni volta che vediamo apparire una notifica sul cellulare sale il livello di dopamina, perché pensiamo che ci sia in serbo per noi qualcosa di nuovo e interessante. Il problema però è che non possiamo sapere in anticipo se accadrà davvero qualcosa di bello, così si ha l’impulso di controllare in continuazione il telefono innescando lo stesso meccanismo che si attiva in un giocatore di azzardo.

Il telefono cellulare va di pari passo con internet, è uno strumento che consente di essere simultaneamente sempre soli e mai soli.

Recenti studi riferiscono di adolescenti che passano notti insonni per controllare ripetutamente se il loro cellulare, acceso 24 ore su 24, è portatore di qualche messaggio. Esso è un altro modo virtuale per scaricare nell’immediato tensioni e bisogni che andrebbero elaborati in relazioni dirette, stabili e sicure che nel momento storico in cui stiamo vivendo sono sempre più rare. Questo dovrebbe portarci a riflettere su quanto sia necessario invece recuperare le relazioni reali, promuovere un ascolto empatico dei nostri ragazzi e monitorarli per riconoscere i soggetti a rischio e proteggerli.

La soluzione non è di abolire il videogioco, internet o il cellulare anche perché un approccio restrittivo è controproducente.

Auspicabile è invece un modello educazionale che inviti a migliorare il rapporto utente-mass media, soprattutto sensibilizzando i ragazzi riguardo al potenziale danno che un uso inappropriato di tali strumenti digitali può fare.  Non bisogna utilizzare spiegazioni complesse e interminabili e avere la fretta di rispondere subito alle richieste dei ragazzi.

Rispondere presto significa spesso per l’adulto dar prova del proprio sapere: questo frena nel ragazzo la capacità di formulare delle ipotesi. Nessuna domanda di un ragazzo esige una risposta immediata ed esaustiva, così facendo limiteremmo il diritto al sogno e all’immaginario. Non bisogna fare l’errore di sostituirsi ai ragazzi, alla loro capacità di trovare soluzioni. Gli adulti devono esserci come modelli, come guide quando i giovani da soli non riescono a cogliere i pericoli, per aiutarli a crescere come uomini e donne consapevoli, in grado di assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Gli adulti devono garantire ai giovani la loro presenza, condividendo le loro esperienze, esprimendo le loro opinioni ma senza imporre le proprie idee, perché i giovani hanno le loro idee.

Occorre dare ai giovani il tempo di cui necessitano per crescere, senza mettere loro fretta per adeguarsi ad un mondo che oggi va troppo veloce; piuttosto è importante evitare di rimandare le occasioni di confronto e di dialogo, che sono momenti fondamentali per non sentirsi soli e per mantenere un contatto con il mondo reale, mantenendo il controllo della propria vita, libera dalla dipendenza.

Dott.ssa Adalgisa Bisanti

Psicologa-psicoterapeuta

 

SIAMO TUTTI CAPACI DI FARE COSE BELLISSIME, UN PASSO ALLA VOLTA

venerdì, Gennaio 13th, 2023
 Sebastien Jacques

Sebastien Jacques

«Ognuno di noi sta correndo una maratona. Dobbiamo goderci il viaggio, con tutti gli alti e i bassi che questo comporta, andare avanti, reinventarci, trovare nuovi modi per adattarci ai cambiamenti e vivere a pieno ogni giorno con tanta gratitudine».

La sua vita è stata stravolta dalla diagnosi di un tumore al cervello. Secondo i medici non sarebbe stato in grado di camminare per più di quindici minuti al giorno, ma dopo l’intervento e la riabilitazione ha percorso due importanti maratone: la “Great Walk”, che attraversa gli Stati Uniti d’America da est ad ovest, e la lunga passeggiata per l’Italia, quarantasette città in poco più di un mese e mezzo, percorrendo circa 40 km al giorno. «Ero una giovane promessa del tennis canadese, abituato a sostenere allenamenti molto lunghi, quando improvvisamente ho iniziato ad avvertire dolore alle gambe e faticavo a restare in piedi per più di dieci minuti, passavo le giornate sul divano sforzandomi di restare positivo ma, sinceramente, è stato difficile». Grazie ad una raccolta fondi, in poche settimane riesce ad ottenere il denaro necessario per sostenere l’intervento, da quel momento Sébastien Jacques ricomincia a vivere. «Dopo l’operazione, tutto ciò che volevo era restituire al mondo l’umanità che mi era stata donata. Persone a me sconosciute hanno partecipato alla raccolta fondi, mi hanno augurato buona fortuna e mi hanno riempito di affetto. Un’operazione al cervello non è mai facile, la buona riuscita non era assicurata e soprattutto il rischio era altissimo, ma tutti loro hanno creduto così tanto nell’intervento da convincermi ad affrontarlo con coraggio e forza.

Giorgia Galati

Ora tocca a me restituire al mondo determinazione e positività, voglio riuscire a dimostrare che niente è davvero impossibile». Definisce la “Great Walk” la più grande avventura della sua vita, non solo per essere riuscito a percorrere 5.400 km in sette mesi, ma anche per essere riuscito a dimostrare che ogni ostacolo può essere superato e che facendolo si può realizzare qualcosa di meraviglioso. «Le persone che ho incontrato lungo il cammino si offrivano di ospitarmi per la notte oppure di preparami qualcosa da mangiare, in sette mesi ho usato la tenda che portavo nello zaino solo nove volte, è un grande risultato ed è ciò che mi rimane quando ci ripenso: oltre la sfida fisica c’è un lato umano della storia fatto di empatia e compassione». Bisogna correre per stare al passo di Sébastien. Il 16 novembre ha preso il via la sua nuova sfida, percorrere lo Stivale in cinquanta giorni, scegliendo il tragitto più lungo: la città di partenza è Chiasso, in Svizzera, l’ultima è Santa Maria di Leuca. «Se dopo gli Stati Uniti mi avessero chiesto di indicare la maratona successiva, probabilmente avrei risposto che non ne avrei più percorse. Quella era l’avventura, l’unica che mi serviva per farmi capire che ero ancora in grado di farcela. Poi, un importante e caloroso seguito italiano mi ha dato la spinta che mi serviva. Ho scelto di percorrere dei tratti della via Francigena, mi condurrà a Santa Maria di Leuca il 5 o il 6 gennaio, dove spero di conoscere tanta gente e di condividere con loro ciò che ho passato. Sono un uomo ordinario che ha superato le proprie difficoltà ed ha raggiunto obiettivi più o meno grandi. Sono sicuro che ciò che ha fatto la differenza è stato il modo di pormi e di affrontare il cambiamento, sta tutto nello svegliarsi la mattina e decidere come affrontare la giornata». Quando gli viene chiesto quale sia il suo più grande sogno, risponde «Non è ciò che voglio fare che mi interessa, ma chi voglio diventare. Spero di essere ogni giorno la migliore versione di me, di sorridere e di far sorridere, di riuscire a rendere il mondo migliore, anche solo di pochissimo». Che Sébastien Jacques abbia scelto di concludere la maratona all’inizio del nuovo anno, proprio a Santa Maria di Leuca, de finibus terrae, è la conferma che, citando lo scrittore Daniel Pennac, «proprio quando si crede che tutto sia finito, è qui che comincia».

Giorgia Galati

UN SALTO NEL FUTURO

lunedì, Gennaio 9th, 2023

Foto di Michele Bleve

Quando facciamo nuovi progetti ci proiettiamo nel futuro, spesso sognando condizioni migliori. Ovviamente, quanto più ambizioso è il progetto, più ci carichiamo di aspettative e viene quasi da citare un famoso spot: e se l’attesa del piacere, fosse essa stessa il piacere?

Già dal 2019 il nostro Comune è stato interessato da un progetto di valorizzazione del territorio assieme ai Comuni di Tricase e Tiggiano, che coinvolge uno dei tratti più suggestivi della costa, dove le scogliere più alte sono a picco sul mare. L’idea di realizzare delle attrazioni come un Volo dell’Angelo o un Ponte Tibetano sul mare collegati da sentieri e percorsi naturalistici è sicuramente affascinante, appunto di quelle idee che fanno sognare. La portata di questo progetto, incontra però la naturale diffidenza sulla sua fattibilità e sui tempi di realizzazione da parte di chi è già stato testimone di rinvii per almeno quarant’anni, per la costruzione di una strada.

Questa nuova attrazione potrà avere effetti sul turismo in termini di diversificazione e destagionalizzazione? Analizzando i dati della più vicina struttura di questo tipo, possiamo certamente notare numeri interessanti in termini di voli (circa 17.00 ogni anno), di arrivi, di presenze ma spesso con permanenza dei turisti molto ridotta. Questo potrà probabilmente influire più sull’aumento del traffico che sulla creazione di ricchezza e di occupazione. In Basilicata, circa il 60% dei turisti che frequentano il “Volo dell’Angelo” in primavera e in estate (resta il problema della stagionalità), provengono dalla stessa regione o quelle confinanti (Puglia 30% – Campania 16% – dalla stessa Basilicata circa il 13%) e nella migliore delle ipotesi fanno un pernottamento. Il mordi e fuggi di appassionati di sport estremi o di amanti dei paesaggi naturalistici, non genera un circolo virtuoso per l’economia. È un richiamo per la classica scampagnata fuori porta di una giornata o di un week-end. Superando questo aspetto, con la fiducia che i frequentatori di queste discipline ne approfittino per fare una vacanza più lunga, siamo pronti ad accoglierli? Questa iniziativa dovrebbe procedere di pari passo con la creazione di servizi integrati come aree di ristoro, campeggi attrezzati, strutture ricettive e una migliore viabilità. Senza un’adeguata rete di servizi collegati e connessi con questo progetto, ritengo che non sia un intervento utile al territorio. La forza lavoro impiegata nella struttura di Pietrapertosa e Castelmezzano in Basilicata, ad esempio, è di sole 22 unità: decisamente troppo ridotto l’impatto occupazionale.

Forse più che creare nuove attrazioni, sarebbe auspicabile rendere maggiormente fruibili e produttive le risorse naturalistiche esistenti. Le amministrazioni comunali che si sono consorziate per questo progetto, dovrebbero fare fronte comune per ottenere delle deroghe alle restrizioni imposte dall’Ente Parco, per allargare le maglie di questa rete di protezione e permettere una edificazione con criteri di sostenibilità ambientale; allo stesso tempo trovare un modo per sbloccare tutte le sanatorie di numerose abitazioni nella zona costiera, incagliate fin dagli anni ottanta. Sarebbe opportuno mirare a una conversione legittima di parte delle aree agricole all’edificazione di piccole strutture ricettive, case vacanza, e villette per i residenti. Laddove non ci sono interessi di privati, le zone sono sempre più colpite da incendi e incuria, con una distruzione ancora più radicale di muretti a secco, pajare e macchia mediterranea di quella che potrebbe produrre un contesto vissuto e controllato. Con ciò non penso a un “libera tutti”, ma a una visione del territorio conforme con le nuove esigenze. Questo non significa snaturare e deturpare il territorio, ma sempre nel rispetto delle regole, lo si può rendere gradevole e funzionale alla creazione di posti di lavoro, presupposto essenziale per contrastare il fenomeno dello “spopolamento”.

La litoranea nel tratto della Guardiola, ad esempio, potrebbe non reggere un forte incremento del traffico senza correre il rischio di allontanare il turista tradizionale che sceglie la nostra zona per la tranquillità. Non si tratta di scetticismo o di prevenuta avversione nei confronti delle nuove idee, anzi, in un contesto di turismo maturo e consolidato nelle sue componenti primarie, questi sono gli elementi che fanno fare il salto di qualità, ma non è questo il nostro caso.

Non che un’iniziativa debba necessariamente escluderne un’altra, ma allo stato attuale si tratta di individuare delle priorità: bisognerebbe risolvere il problema di collegare Brindisi aeroporto o Lecce stazione con queste località, perché non è concepibile che con i mezzi pubblici arrivare da Brindisi a Scalamasciu sia praticamente impossibile. Lo strumento giusto per permettere al nostro territorio di spiccare veramente il “volo” sarebbe quel grande progetto mai decollato di una metropolitana di superficie per collegare tutte le marine con le principali stazioni di autobus, treni e aerei. Mi piacerebbe fare un piccolo referendum tra i cittadini dei comuni coinvolti con una semplice domanda: Preferite volare o avere i piedi ben saldi sul vostro terreno? Ovvero, preferite che venga realizzato il “triplice volo” oppure che vi venga consentito di investire in una costruzione sul vostro terreno in una località dove si intravede il mare? Io penso di conoscere la risposta.

Gianfranco Chiarello

LA PRIMA VOLTA

sabato, Gennaio 7th, 2023

Il 25 settembre il popolo italiano si è espresso con voce chiara ed ha di fatto scelto Giorgia Meloni alla guida del Governo della Nazione. Per la prima volta.

È la prima volta che la destra guida l’Esecutivo del paese. È la prima volta che una donna ha questa responsabilità.

Ha vinto il volto giovane di Giorgia Meloni, è stata premiata la sua spontaneità, la sua freschezza, la sua verve ed anche la coerenza e costanza del suo percorso personale ed istituzionale, avendo iniziato in una sezione, per approdare nel Consiglio Provinciale di Roma e poi via via fino a Palazzo Chigi. Insomma ha vinto Giorgia Meloni. Alla domanda dei giornalisti che le chiedevano come desiderasse essere chiamata, ha risposto: chiamatemi Giorgia.

Una risposta sintetica, essenziale, che racchiude diversi aspetti.

In questa risposta, infatti, c’è la volontà di essere giudicata non per il genere, non perché donna, non per la facciata, ma per l’essenza, senza fronzoli, senza orpelli. In questa frase c’è tutto un vissuto lontano dai salotti buoni, distante da una concezione della società ovattata. In questa replica fulminea c’è un progetto ideale nel quale semplicità e chiarezza emergono come tratti essenziali del suo passato e del suo futuro.

Sarebbe però sbagliato, semplicistico e riduttivo appiattire tutta l’analisi sulla sola figura leaderistica (sebbene abbia meriti indiscussi ed evidenti), perché la scelta che ha compiuto il popolo italiano a settembre ha determinato uno snodo storico anche per ciò che Giorgia Meloni incarna, cioè quella destra dalla quale proviene e nella quale si riconosce senza infingimenti.

Gli italiani, infatti, non si sono trovati davanti ad una leader che per farsi apprezzare ha annacquato la propria identità politica, né ha assunto fatto assumere al proprio partito un atteggiamento camaleontico affinchè si mimetizzate nella moda del momento. Al contrario gli elettori hanno riconosciuto (e premiato) una leader che guida da tempo il gruppo dei conservatori europei, che è stata coraggiosamente all’opposizione degli ultimi Governi (anche quando gli spiragli tecnici le avrebbero consentito di sedersi comodamente su qualche poltrona), e che ha avuto la lungimiranza di collocare “Fratelli d’Italia” oltre gli steccati della destra novecentesca.

Oggi vi è su di lei un carico enorme di aspettative e speranze non solo di una parte politica, non esclusivamente di una comunità umana, ma di un popolo intero che ha fame di futuro.

Personalmente ho avuto il privilegio di conoscerla nel 2006, quando per la prima volta ci incontrammo a Roma in qualità, entrambi, di componenti dell’Assemblea Nazionale di Alleanza Nazionale. Venivamo da una comune esperienza istituzionale. Lei già consigliere provinciale di Roma, io già consigliere provinciale di Lecce. Tutti e due animati da una passione ideale genuina per i valori di una destra democratica, atlantica ed occidentale.

Quello che vedo oggi è lo stesso piglio che mi ha sorpreso allora: quello di una ragazza combattiva, spigliata, ma per nulla incline ad una visione puramente ideologica o smaccatamente retorica, ma puntuale nell’affrontare i temi di volta in volta all’ordine del giorno. Non potevo non condividere quella visione e così è stato nell’immediato futuro. Erano gli anni dominati dalla figura di Gianfranco Fini, che entrambi ci guardammo bene dal seguire nella sua scellerata parabola politica, nonostante gli inviti pressanti. Quella che allora qualche “colonnello” della destra ci intendeva far percorrere non era lo sbocco verso il futuro, ma un trampolino sul nulla, con tuffo mortale carpiato all’indietro rispetto a tutti i valori di una vita.

Ebbene, se c’è una cosa che ho riconosciuto allora e che è rimasta immutata nel tempo, è il coraggio di Giorgia Meloni di dare alla comunità della destra italiana una casa che fosse coerente nel cambiamento, lontana dalle sirene finiane, autonoma dalle politiche berlusconiane e distinta dalle istanze leghiste. Da lì è partito tutto, con percentuali minimali, ma che passo dopo passo, battaglia dopo battaglia, sono cresciute sino a giungere al successo del 25 settembre scorso.

Veniamo all’oggi. L’Italia è in buone mani. Lo è non solo per un percorso limpido tracciato fino ad oggi, ma anche per le scelte che la stessa Meloni ha compiuto nella formazione dell’Esecutivo. Per sua volontà del Governo fanno parte, infatti, Alfredo Mantovano e Raffaele Fitto, entrambi con ruoli incisivi e rilevanti, dando al Salento un onore e un onere difficilmente ipotizzabili solo qualche mese addietro.

Con Alfredo Mantovano ho avuto il piacere di stare in A.N. e di vivere tutti gli sviluppi della vita sociale e politica salentina dal 2000 in poi. Abbiamo percorso in lungo e in largo il Salento, lui da Sottosegretario agli Interni, io da consigliere provinciale, accomunati dal desiderio di dare alla nostra terra l’opportunità di ulteriore sviluppo e crescita.

La serietà, la competenza ed il garbo di Alfredo Mantovano sono doti da tutti riconosciute e apprezzate. Oggi il Governo si avvale della sua figura, il cui spessore conferma l’esistenza di una classe dirigente pronta e capace.

Con Raffaele Fitto, invece, i rapporti personali e familiari sono precedenti al 2000. Ricordo che da Presidente della Regione Puglia un giorno mi chiamò per dirmi: “Caro Biagio sto finanziando con fondi regionali la Statale Maglie-Leuca, verso la quale il tuo impegno è stato sempre massimo, lo faccio non per accontentare te, ma per garantire sicurezza e sviluppo al nostro Salento”.

Successivamente, nel corso degli anni, i rapporti politici e personali si sono intensificati. Tanto è vero che dopo l’esperienza comune nel “Popolo delle Libertà”, ed al termine di un periodo di risultati poco brillanti per lui, un giorno gli dissi: “Raffaele perché non valuti l’idea di aderire a Fratelli d’Italia?”. Mi sorrise e basta.

Dopo poco tempo mi comunicò la sua adesione a Fratelli d’Italia. All’epoca il partito era al 4,5%. Apprezzai molto la scelta di aderire alla formazione politica in un momento nel quale c’era solo da dare e non da chiedere; in una congiuntura nella quale quella opzione poteva allontanare gli esperti in salti sul carro dei vincitori e non avvicinarli; in un periodo storico nel quale non vi erano all’orizzonte poltrone ministeriali, tutt’altro.

Proprio quella decisione coraggiosa, controcorrente e lungimirante è stata giustamente premiata da Giorgia Meloni con la designazione, oggi, per un incarico ministeriale di peso e di alta responsabilità, che peraltro Raffaele Fitto si è conquistato anche alla luce dell’intesa attività svolta da Capogruppo al Parlamento Europeo, grazie alla quale, l’allora poco conosciuta leader di Fratelli d’Italia, ha acquisito un’immagine ed una statura comunitaria.

Come ha recente scritto il filosofo Marcello Veneziani: “Resta il miracolo di una ragazza che arriva da sola alle soglie del Governo; ora magari avrà tanti padrini la sua vittoria, e tanti tutori il suo governo, ma la sua ascesa l’ha compiuta da sola, in tv e in piazza, senza grandi esperienze di governo alle spalle, e con scarsi collegamenti e sostegni. Lei e il popolo, in mezzo il vuoto o quasi”. Ecco questo è accaduto, e questi sono i miei ricordi legati alla compagine governativa.

Se qualcuno me lo avesse anticipato qualche anno fa non ci avrei creduto, ma da sempre ci speravo. Oggi è diventato realtà politica, istituzionale e sociale.

Ora, però, c’è da navigare in mare aperto, esposti a continue raffiche di vento. Non è tempo di compiacimenti, ma bisogna tracciare la rotta tenendo il timone ben saldo: buona navigazione al Governo, buon futuro all’Italia.

Biagio Ciardo