UN FILO CHE UNISCE TRADIZIONE, DONNE E COMUNITÀ
Esistono progetti che nascono da un’intuizione, da una scintilla improvvisa che si accende nella mente e nel cuore e che, quasi inaspettatamente, si trasforma in un’opera collettiva capace di generare bellezza, appartenenza, memoria. “Filo alla Luna” è uno di questi progetti: l’idea originaria di una donna, poi abbracciata da molte altre, che ha saputo ispirare un intero paese — Corsano — e che in poco tempo è diventata simbolo di tradizione, creatività e comunità.
Il progetto ha preso forma attraverso mani pazienti, fili colorati, centrini e piastrelle all’uncinetto. Ma, forse ancor di più, ha preso vita attraverso le storie, le emozioni e la voglia di stare insieme. L’obiettivo iniziale era semplice e nobile: tramandare un’arte antica, quella dell’uncinetto, e allo stesso tempo abbellire il paese, donando nuove atmosfere ai suoi spazi. Tuttavia, ciò che ne è scaturito ha superato ogni aspettativa.
La prima edizione ha visto il coinvolgimento di oltre cinquanta donne corsanesi, di diverse età ed esperienze. Unite dal desiderio di condividere un sapere antico, hanno realizzato un suggestivo “cielo appeso” composto da centrini all’uncinetto: un tappeto sospeso che ha trasformato il paese in un luogo poetico, quasi magico. Ogni centrino, diverso dagli altri, raccontava la storia di chi lo aveva creato e rendeva visibile la varietà e la ricchezza della comunità.
L’entusiasmo generato dal progetto ha portato naturalmente a una seconda edizione, ancora più ambiziosa. Per il Natale 2025 è stato realizzato un albero di Natale di oltre sette metri interamente fatto all’ uncinetto, composto da oltre 3000 piastrelle bianche. Un’opera monumentale, frutto di un lavoro paziente e accurato, che ha richiesto mesi di preparazione e una collaborazione ancora più ampia. Il bianco delle piastrelle, illuminato dalle luci natalizie, restituiva un’atmosfera di serenità e stupore, trasformando l’albero in un simbolo di unità e speranza.
Il valore di “Filo alla Luna” non risiede soltanto nella bellezza delle sue installazioni, ma soprattutto nel processo che le ha generate: incontri, scambi, apprendimento tra generazioni diverse, riscoperta di un’arte antica e costruzione di relazioni autentiche. L’uncinetto si è rivelato un linguaggio silenzioso, capace di parlare di cura, pazienza e appartenenza.
Oggi “Filo alla Luna” è molto più di un progetto creativo: è un simbolo della capacità di un paese di unirsi e di rinnovare le proprie tradizioni; è la dimostrazione che la bellezza può nascere dalla collaborazione e dai gesti quotidiani; è un filo invisibile che collega persone, storie e sogni. E come suggerisce il nome, è un filo teso verso la luna, verso qualcosa di più grande: un invito a immaginare, creare e condividere.
E finché ci saranno mani pronte a creare, cuori pronti a condividere, menti pronte a sognare, “Filo alla Luna” continuerà a crescere, a illuminare, a raccontare.
Luciana Biasco
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