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STORIA CURIOSA, TRASFORMARE OGNI COSA!

martedì, Gennaio 13th, 2026

Uno dei compiti della scuola consiste nello sviluppare le competenze sociali e civiche che servono ai futuri cittadini per agire responsabilmente e per partecipare pienamente alla vita comunitaria.

Provare a sensibilizzare gli alunni in età di scuola Primaria verso le tematiche ambientali indicate dall’art. 12 dell’agenda 2030 (entro il 2030, dimezzare lo spreco pro capite globale di rifiuti alimentari nella vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo lungo le filiere di produzione e fornitura) è nel contempo una sfida ambiziosa e un dovere professionale giacchè la scuola è chiamata a sviluppare questa consapevolezza nei futuri cittadini.

Per noi la sfida da un po’ di anni si chiama riciclo creativo o upcycling, una buona pratica nella quale ci siamo cimentate con grandi soddisfazioni. Sono certa che, come gli attuali, anche i nostri ex alunni, con un velo di nostalgia, possono testimoniare quanta nuova vita e quanto cuore abbiamo dato a carta, cartoni, bottigliette di plastica e involucri vari. A noi è piaciuto e piace considerarli gesti d’affetto e di gentilezza verso il pianeta che si concretizzano in manufatti dai tocchi artistici e a dir poco originali. Anche quest’anno, già in questi primi mesi di scuola abbiamo dedicato spazio e tempo a queste realizzazioni. La prima occasione, e quale migliore occasione, si è presentata a fine novembre con la ricorrenza della festa degli alberi. Per la festosa celebrazione, organizzata dall’amministrazione comunale e rivolta agli alunni e alle docenti di classe terza, è stato realizzato un iconico albero che affettuosamente abbraccia il globo terrestre e lo sorregge, proprio a voler significare l’importanza degli alberi per il pianeta. Il suo valore aggiunto? Il materiale usato per realizzare i tasselli che compongono il mosaico: vecchi cataloghi già destinati a prendere posto nello “scatolone riciclone” e che invece hanno rivelato grande “versatilità”.

Anche per i manufatti di Natale abbiamo scelto del materiale povero e/o di recupero: questa volta siamo ricorsi all’utilizzo di bottiglie di plastica e di imballaggi di cartone che con la loro plasticità si sono prestati a diventare oggetti decorativi pronti a fare la loro bella figura su un albero di Natale o accanto ad un presepe.

Queste attività di trasformazione di prodotti di scarto, oltre a puntare al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità, straordinariamente sviluppano abilità di manualità fine e senso artistico attivando quella creatività che al giorno d’oggi è purtroppo sacrificata dall’uso eccessivo degli oggetti tecnologici. E diciamo che favorire lo sviluppo del pensiero creativo oggigiorno conta molto perché attiva il pensiero divergente ovvero la capacità di trovare soluzioni nuove, alternative, originali e non convenzionali ai problemi della vita e credo che le sfide future si giocheranno proprio su questo terreno.

Inoltre il dare valore estetico a qualcosa di semplice fa brillare gli occhi e restituisce orgoglio e autostima racchiusi nell’espressione.

Mariella Orlando