GIOVANI GIUBILANTI NELLA SPERANZA – Il Giubileo dei giovani a Roma
Gennaio 11th, 2026 by La Voce
Dal 28 luglio al 3 agosto la nostra diocesi ha partecipato al grande evento del Giubileo dei Giovani a Roma.
C’eravamo, ovviamente, anche noi di Corsano in questa bella ed unica esperienza. In 25, armati di zaino e di tanta buona volontà, siamo arrivati alle soglie della città eterna, accolti dal calore della Parrocchia S. Atanasio. Per alcuni era la prima esperienza di questo genere, sicuramente si è affacciato davanti a molti il sacrificio del dormire tutti insieme in dei sacchi a pelo e di condividere bagni di fortuna o docce arrangiate ma quelle iniziali resistenze si sono naturalmente sciolte proprio in quel condividere il medesimo ritmo quotidiano con gioia e speranza. Non solo. Nel corso dei giorni e conoscendoci sempre di più si è andato oltre il semplice stare nello stesso luogo, si percepiva chiaramente che i nostri cammini giovanili iniziati in parrocchia e cresciuti in diocesi stavano maturando lì a Roma in un bell’intreccio di fraternità; in fondo eravamo lì convocati da un’unica persona: il Signore Gesù che cerchiamo di conoscere e incontrare nei nostri appuntamenti settimanali. Tutto questo era affascinante: una sola persona, Cristo Gesù, è stata capace di attirare così tanti giovani da tutto il mondo; anche solo questa riflessione era sufficiente per avere più consapevolezza della nostra fede.
A proposito di fede, tutto il pellegrinaggio era incentrato sulla figura di Pietro che aveva professato la sua fede in Cristo Signore. Abbiamo fatto insieme un percorso dal titolo “Quo Vadis?” che significa “dove vai?”. Questa frase fa riferimento all’episodio in cui San Pietro, mentre si allontanava da Roma dopo essere fuggito dal carcere Mamertino, ebbe la visione di Cristo che veniva verso di lui; e avendo chiesto “Signore, dove vai?” gli fu risposto: “A Roma per essere crocifisso una seconda volta”; l’apostolo allora tornò a Roma e vi subì il martirio. Al termine di questo itinerario Piazza San Pietro, con l’abbraccio del suo colonnato, ci ha accolto per la festa degli italiani, nella quale abbiamo ascoltato tante testimonianze e ci siamo scatenati con tanta musica, e per la celebrazione della professione di fede presieduta dal Cardinal Zuppi.
Papa Leone, in vari momenti ha fatto interventi e saluti fuori programma, come quando, alla messa di benvenuto, ha voluto farsi presente alla conclusione percorrendo, a bordo della “papamobile”, Piazza San Pietro e Via della Conciliazione, gremita di giovani, per salutarli. Parlando a braccio ha detto: “Speriamo che tutti voi siate sempre segni di speranza. (…) Camminiamo insieme con la nostra fede in Gesù Cristo e il nostro grido deve essere anche per la pace del mondo”.
Poi, sabato 2 agosto, davanti ad un magnifico tramonto, rispondendo alle domande dei giovani a Tor Vergata ha ribadito il suo appello: “Cari giovani, vogliatevi bene tra di voi! Volersi bene in Cristo. Saper vedere Gesù negli altri. L’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace”. E poi ha aggiunto: “Per essere liberi, occorre partire dal fondamento stabile, dalla roccia che sostiene i nostri passi. Questa roccia è un amore che ci precede, ci sorprende e ci supera infinitamente: è l’amore di Dio. (…) Troviamo la felicità quando impariamo a donare noi stessi, a donare la vita per gli altri”. E ha indicato la strada per seguire Gesù: “Volete incontrare veramente il Signore Risorto? Ascoltate la sua parola, che è Vangelo di salvezza! Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere, per costruire un mondo più umano! Servite il povero, testimoniando il bene che vorremmo sempre ricevere dal prossimo!”.
Nella Messa della domenica Papa Leone XIV ha detto che noi giovani siamo fatti “per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un ‘di più’ che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere”. E ha concluso l’omelia con un accorato invito: “Carissimi giovani, la nostra speranza è Gesù. (…) Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno”.
Salutandoci alla fine ha definito questi giorni “una cascata di grazia per la Chiesa e per il mondo intero”. Ribadendo ancora il suo grido per la pace: “Siamo con i giovani di ogni terra insanguinata dalle guerre. Voi siete il segno che un mondo diverso è possibile: un mondo di fraternità e amicizia, dove i conflitti si affrontano non con le armi ma con il dialogo”.
Un grande grazie alla comunità che ha sostenuto il nostro gruppo giovani nella preparazione al giubileo, ai nostri don e agli educatori che continuano a credere in noi, proponendoci sfide sempre più belle e di ampio respiro.
Gruppo Giovani Parrocchiale


Negli ultimi anni abbiamo più volte tentato di analizzare i dati relativi all’andamento del turismo estivo nel Capo di Leuca. La difficoltà nel reperire informazioni attendibili ci ha spesso costretti a formulare considerazioni basate su notizie frammentarie e osservazioni empiriche. Anche l’analisi della stagione estiva 2025 presenta le stesse criticità. Nonostante i ricorrenti allarmismi pre-stagionali, l’ultima stagione turistica del Salento ha mostrato una sostanziale tenuta rispetto alla precedente e, secondo i dati ufficiali, si registra addirittura una crescita di circa il 18% delle presenze. In realtà, oggi le presenze vengono rilevate grazie alle nuove norme di identificazione degli ospiti, mentre in passato gli stessi turisti sfuggivano spesso alle registrazioni; perciò, la situazione ricettiva del nostro territorio potrebbe definirsi sostanzialmente stabile o in leggero calo.
La presenza degli stranieri è inoltre dislocata in modo più omogeneo sul territorio: non scelgono necessariamente le località più note, ma prediligono soluzioni in zone tranquille, lontane dai centri abitati e dalle marine più affollate. Le loro parole d’ordine sono: natura, privacy e relax. In un certo senso, ci stanno insegnando a valorizzare maggiormente l’ambiente e a preservare gli elementi che rendono unico il nostro territorio.
Sono nata in Puglia nel 2001 e sono cresciuta a Corsano, un piccolo paesino di cinquemila abitanti in provincia di Lecce, nel sud del Salento.
C’è stato qualcosa di inaspettato nella tua vita?
La tornata amministrativa di giugno scorso è stata molto particolare perché legata, a doppio filo, all’evento tragico determinatosi nell’ottobre 2024 con la scomparsa improvvisa e traumatica del Sindaco Raona, in carica da pochissimi mesi, da quando era stato eletto con un risultato chiaro e inequivocabile insieme alla lista e ai candidati con i quali si era ripresentato (giugno 2024).
Mi chiamo “La Voce di Corsano”, sono nata nel 1975, mi hanno tenuta a battesimo Biagio Ciardo e Biagio Caracciolo e insieme a loro e ad altre qualificate firme sono cresciuta nel corso di questi decenni. Il mio Direttore Responsabile è stato Gianni Mastrangelo, poi sostituito nel 2008 da Miriam Ciardo, mentre nel 2020 Antonio Caracciolo si è avvicendato a Biagio Caracciolo nella direzione editoriale.




