L’ARTE DEL PRENDERSI CURA
martedì, Gennaio 30th, 2024
Il tessuto sociale è il fulcro di un paese. Per questo motivo riuscire a leggere le dinamiche sociali, soprattutto quelle più nascoste nelle pieghe della vita delle singole famiglie, con il loro portato di gioie, ma anche di difficoltà e sofferenze, è un aspetto tanto delicato quanto essenziale per fra crescere in maniera sana una comunità. I Servizi Sociali di Corsano lo sanno bene ed anche quest’anno hanno cercato di mettere al centro del loro operato il benessere della popolazione.
Le fasce anagrafiche e sociali sono diverse e stratificate ed è proprio per questo che abbiamo posto in essere attività e progettualità differenti parametrite proprio in base alle esigenze specifiche di ognuna di queste.
Ci siamo presi cura dei più giovani, perché sono il presente che abbiamo sotto i nostri occhi ed il futuro che abbiamo nel nostro cuore e nei nostri pensieri. In particolare, abbiamo intrapreso un percorso contro le dipendenze con incontri mirati sia con i ragazzi sia con gli adulti. Da questo punto di vista è uno snodo centrale l’apertura di uno sportello psicologico gratuito presso l’ufficio comunale dei Servizi Sociali: un punto di approdo e di confronto.
Sempre per i giovani è stato pensato ed attuato un corso gratuito di informatica (che durerà per l’intero 2024) destinato ai ragazzi della scuola secondaria ed è stato inaugurato un percorso motorio in piazza Aldo Moro pensato in particolare per i più piccoli.
Ci siamo presi cura delle donne, che sono il punto di riferimento importante della società. Abbiamo distribuito gratuitamente e simbolicamente assorbenti a tutte le donne in segno di protesta contro gli alti prezzi di questi dispositivi che, a parer nostro, dovrebbero invece essere gratuiti. A questa iniziativa simbolica si è affiancata una campagna di sostegno alla battaglia per l’eliminazione della violenza sulle donne con appuntamenti che già negli anni scorsi hanno contraddistinto il calendario amministrativo. Focalizzando l’attenzione all’ultimo periodo non può tacersi la solerzia dell’Amministrazione Comunale non solo sotto il profilo culturale (come la sottoscrizione di una tela raffigurante il volto di una donna e un’impronta di una mano con la scritta STOP VIOLENZA oppure la collaborazione con le realtà territoriali, a partire dal fondamentale contributo con l’Istituto Comprensivo). Ma anche con adempimenti tangibili: com’è l’inaugurazione, avvenuta il 14 dicembre scorso, del primo Sportello antiviolenza “Ascolto Donna”, attivo presso l’ufficio dei Servizi Sociali ed a disposizione di tutte le donne che subiscono violenza di ogni tipo.
Ci siamo presi cura degli anziani, che sono le radici della nostra storia. Abbiamo organizzato, insieme all’associazione RAI Corsano, una festa a loro dedicata con canti e musica tradizionali ed, inoltre, abbiamo organizzato il servizio di trasporto per le Terme di Santa Cesarea affinché potessero usufruire dei benefici di questo luogo. Un progetto assolutamente innovativo per la nostra comunità è stato realizzato attraverso l’individuazione di 6 ragazzi del servizio civile sociale da destinare alle esigenze dei più fragili, in modo da agevolare lo svolgimento di esigenze di carattere quotidiano (fare la spesa alimentare o acquistare farmaci) o semplicemente per garantire loro una compagnia ed un dialogo. In questa chiave di attenzione ed inclusione, abbiamo anche istituito uno sportello per facilitare la digitalizzazione – che è al servizio dell’intera comunità e non solo dei nostri anziani – in modo che la tecnologia sia di ausilio e non rappresenti un ostacolo insormontabile anche per attività essenziali.
Ci siamo presi cura delle nostre piazze, perché la socialità passa anche dal ritorno di questi spazi come luoghi di sano confronto, vere “agorà”. In questi anni abbiamo dato colore al nostro paese, in collaborazione con le associazioni del territorio, attraverso le diverse edizioni di Corsano in fiore: ogni angolo di Corsano, moltissimi balconi e tanti cortili sono stati impreziositi attraverso allestimenti floreali e tocchi di creatività. L’ultima edizione, in particolare, si è conclusa con una festa in piazza a misura di bambino dove tutti hanno potuto usufruire di giochi e attrattive gratuiti.
Il percorso che abbiamo compiuto non è stato facile, proprio perché abbiamo affrontato problematiche sociali e situazioni individuali spesso complesse ed articolate, ma in ogni momento, con ogni progetto e con ciascuna delle iniziative, ci siamo presi cura di chi, a volte, si sente trascurato.
Dietro questo elenco (solo riassuntivo) di progettualità che sono diventate concretezza, ci sono i volti di professionisti dei servizi sociali che vanno spesso oltre l’orario di lavoro, ci sono gli occhi di tanti cittadini che sono sensibili ad ogni richiesta che possa far rivivere il senso di comunità, ma, soprattutto, ci sono gli sguardi di chi è in difficoltà e che può vedere in qualcuna di queste attività (visibili ed invisibili) un appiglio per schiudere il proprio orizzonte verso una vita più serena. Una piccola goccia nell’oceano delle necessità che una comunità come la nostra incontra quotidianamente, ma ritengo che la strada intrapresa sia quella giusta, perciò avanti tutta.
Enza De Francesco


Il gioco è un’attività che, oltre ad essere piacevole e gratificante, aiuta la maturazione e l’acquisizione di importanti capacità personali e sociali. Quando diventa d’Azzardo implica che la casualità/fortuna diventi predominante, prevedendo una scommessa, una puntata di denaro.
“Buonasera a tutti e bentrovati! Stiamo per iniziare la rappresentazione vivente della Passione di Cristo, intitolata ‘Il Nazareno’ ”.
“Signore, se mi dai la forza per sorreggerti e portarti a casa ebbene, sennò vuol dire che devo lasciarti qui”. Biagio Chiarello dopo aver pronunciato queste parole e preso tra le braccia il pesante busto dell’Ecce Homo lo portò nella propria abitazione, salvandolo di fatto da quello che sarebbe stato il definitivo abbattimento dell’antica chiesa parrocchiale di Santa Sofia. Definitivo perché a dare inizio alla demolizione ci aveva pensato il suo stesso campanile nella famigerata notte del 17 aprile 1932, quando, a causa del cedimento del terreno argilloso situato sotto alle fondamenta in concomitanza con le abbondanti piogge burrascose, crollò su sé stesso abbattendo irrimediabilmente l’intera ala destra della chiesa situata alle sue spalle. Si salvò dalla distruzione la facciata e l’intera ala sinistra della parrocchiale ma, nonostante ciò, dal momento che la stabilità era stata irrimediabilmente compromessa dall’evento catastrofico, si decise di provvedere all’abbattimento e alla costruzione ex novo dell’edificio nella forma e posizione che oggi vediamo.
La precedente parrocchiale era antica e non poco. Le foto superstiti in bianco e nero che la ritraevano sono testimoni di un prospetto dall’impostazione tardomanieristica frutto della Controriforma che dettava i tempi di una pianificazione maniacale nell’architettura delle facciate come quella di Santa Sofia. Parliamo pertanto di un edificio con una definita impronta di fine Cinquecento, confermata da uno dei documenti nodali per gli edifici religiosi dei paesi ricadenti nell’antica diocesi di Alessano, ovvero la Visita Apostolica del 1628 di mons. Andrea Perbenedetti che, tra le altre, visitò e relazionò sulla parrocchiale corsanese, affidandoci dettagli e spunti di ricerca molto interessanti. Pochissimi anni dopo, nel 1636, ci fu uno dei tanti avvicendamenti feudali con l’arrivo nel casale di Corsano della famiglia Capece che con le sue ricchezze apportò novità sostanziali dal punto di vista architettonico e artistico.
Era una domenica di fine agosto, quando nella nostra piccola città di Corsano, abbiamo ospitato una manifestazione sportiva non competitiva volta a sensibilizzare e sostenere la ricerca per la lotta contro il cancro e a promuovere, tra gli uomini e le donne della nostra comunità e non, una cultura della prevenzione come migliore arma per ridurre il rischio di questa tanto temuta malattia.
È stato emozionante vedere uomini, donne, ragazzi e ragazze, uno accanto all’altro con la consapevolezza e la volontà di essere protagonisti attivi di una battaglia che non deve essere solo per gli operatori del settore ma di ciascuno di noi, senza nessuno escluso.
L’editoriale dello scorso anno, nel quale ho esaminato il successo elettorale del centrodestra e, in particolare di Giorgia Meloni, lo chiudevo in questo modo: “ora, però, c’è da navigare in mare aperto, esposti a continue raffiche di vento. Non è tempo di compiacimenti, ma bisogna tracciare la rotta, tenendo il timone ben saldo: buona navigazione governo, buon futuro all’Italia.”
È curioso come nel periodo estivo, si assista ad una frenetica diffusione di dati sull’andamento della stagione turistica in corso, mentre a consuntivo è sempre difficoltoso reperire un quadro esauriente. Senza una solida base statistica, l’analisi diventa molto difficoltosa e certamente non può essere esaustiva, pertanto facciamo solo alcune riflessioni e alcune considerazioni generali sul fenomeno turistico nella microarea del Sud Salento. L’offerta turistica continua ad avanzare, con una crescita in termini quantitativi e soprattutto qualitativi. Lo si può facilmente verificare dalle inserzioni sui vari portali dove l’offerta è sempre più variegata e spesso più ricca di servizi, idonea ad accogliere una clientela più esigente. Proliferano ad esempio le ville con piscina, con servizi esclusivi, resi alla portata della maggioranza dei turisti. In poche parole, il settore turistico sta maturando, sta facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questi anni e sta cercando una propria identità, rivolgendosi ad una clientela sempre più esclusiva.
“Facciamo un figlio?” Oggi la risposta è sempre più spesso “no”. Oppure “forse”. O “non adesso”.



